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mi assale la nostalgia insieme all'insofferenza, sei mesi di blocco totale cominciano a pesare, ho bisogno di evadere dalla mia prigione di ossa fragili e salute precaria
bisogno di tornare a respirare altra aria, vedere altre facce, mangiare altri cibi
eccallà appunto, dilla tutta se hai coraggio
sì perchè più che degli amici sento la mancanza dei loro ristoratori
quell'omone di salvatore, piadinaro con licenza di colesterolo, la sua pizza patate e salsiccia resta scolpita negli annali della storia della pasta lievitata. o amedeo, piadinaro piacione, accanito omaggiatore di piada alla nutella, maledetto attentatore alla linea (quale? qui è tutto tondo)
a milano c'è luini, a trieste una selva di ristorantini sul lungomare, a parma le trattorie che nutrono a forza di tortelli, quelli alla zucca li fanno a mantova, a firenze tenetemi lontana dalle immonde pasticcerie razza di vigliacchi che non siete altro, non mi fate ripensare ai mercatini rionali di napoli e alle pasticcerie e alle trattorie tavole calde ristoranti di pesce e pizzerie (ommioddio)
e poi c'è roma. che mi accoglie placida e rassicurante con sughi e paste asciutte, grigliate e verdure fritte. e salvatore che fa la mejo pizza margherita der monno (un nome una garanzia per i pizzettari). e il pizzettaro sulla nomentana (o quello alla magliana che tanto hanno fatto sQuola dallo stesso maestro) che ti sciorina sul banco i suoi arditi accostamenti salmone/patate o broccoli/salsiccia e anche pancetta/crescenza o più semplicemente pomodorini/bufala e le focacce ripiene col ciauscolo. o i miliardi di rosticcerie e gli arancini i supplì i pomodori al riso le crocchette le patate e i polli arrosto
ho diciotto, e ribadisco diciotto, giorni di ferie arretrate da utilizzare entro fine giugno, la domanda è: quanto ingrasserò in quei diciotto giorni? la risposta alla prossima puntata
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