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mi preparo psicologicamente e non alla partenza prossima ventura. perchè stavolta dovendomi prendere le ultime ferie residue dell'anno passato per lo meno evado di galera
la città eterna sta per accogliermi a braccia più o meno aperte e con lei tutto quello che di lei mi affascina e mi atterrisce, mi coinvolge e mi stupisce. pomeriggi nella penombra accogliente di san luigi dei francesi, studiando assorta le fosche figure delle tele del caravaggio. mattinate che scorrono senza fretta tra colazioni messe insieme con gli avanzi della cena e passaggi nei mercatini affollati per preparare pranzi informali
il piacere della convivenza con gli amici più cari e l'estasi di una casa vuota a disposizione per una settimana o poco meno per ricaricare le batterie in vista dell'inevitabile rientro
unica incognita e chiodo fisso dei pensieri pre-partenza la schiena, che già regge poco senza troppe sollecitazioni, con il carico/scarico di bagagli, trasferimenti, pernottamenti in letti non a norma rischia l'ennesimo collasso intempestivo
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